45. Sagnozzi di Riofreddo

La storia

In questo piccolo borgo medievale di meno di mille abitanti, situato in provincia di Roma quasi al confine con l'Abruzzo dove si conservano ancora le tracce artistiche ed architettoniche delle sue origini (come l'arco di Santa Caterina, i bellissimi affreschi della chiesa della Santissima Annunziata o le rovine dell'antico monastero di San Giorgio) si prepara questo primo piatto legato alla tradizione contadina più povera e genuina. I Sagnozzi sono infatti una pasta fresca realizzata con sola farina di grano duro, acqua e sale, senza uova per favorirne la conservazione per lunghi periodi, simile come forma ad uno spaghettone. Il nome Sagnozzi è una variante dialettale del più comune sagne, termine ampiamente utilizzato in tutta l'Italia centrale per indicare una pasta fatta in casa secondo le tradizioni contadine più diffuse. La ricetta prevede l'impasto dei due soli ingredienti e l'ottenimento di una sfoglia sottile che, dopo essere stata arrotolata su sé stessa, viene tagliata a mano in modo molto grossolano, fino ad ottenere un formato simile a dei grossi spaghetti. Il condimento più tipico che li accompagna è quello che in paese chiamano il "sellaru e pummidoro", ovvero un sugo semplice fatto con sedano e pomodoro fresco. Giunta ormai alla sua ventiquattresima edizione, la sagra dei Sagnozzi viene organizzata ogni anno nel mese di agosto e permette agli ospiti di visitare il bel borgo e di degustare i Sagnozzi con "sellaru e pummidoro" o con un condimento di funghi naturalmente del posto.

Il prodotto

I Sagnozzi hanno un colore chiaro omogeneo e si contraddistinguono per l'alta integrità dopo la cottura. L'elevata intensità olfattiva si caratterizza per le note di cereali e farina abbinate ad un leggero sentore tostato. Al gusto si presenta armonicamente dolce con una leggera nota salata. Buona la consistenza e l'elasticità.

L’ORATORIO DELLA SANTISSIMA ANNUNZIATA A RIOFREDDO

Riofreddo, il cui nome sembra derivi dal clima locale che è generalmente piuttosto rigido specialmente quando soffiano i venti nord-orientali o settentrionali, fu possedimento di importanti famiglie nobili tra cui i Colonna che abitarono il borgo e lo dotarono di pregevoli costruzioni religiose. Nel 1422 fu edificato proprio al centro del paese, per volere di Antonio Colonna, l’Oratorio della Santissima Annunziata una semplice aula rettangolare voltata a botte che conserva però un vero gioiello pittorico: uno splendido ciclo di affreschi di chiara influenza giottesca, opera di un autore locale che alcuni studiosi collegano ad Arcangelo di Cola da Camerino. La volta reca una spettacolare visione del Cristo in maestà, circondato dai cori degli angeli. All’esterno dei cerchi si notano gli angeli che portano in cielo le anime dei risorti, come segno di conforto nel contesto ospedaliero dell’Annunziata, nel quale l’Oratorio funzionava come cappella funeraria. Sulla parete di fondo, sopra l’altare, compare l’episodio biblico dell’Annunciazione dell’Angelo a Maria, con le architetture del palazzo che richiamano le geometrie della Gerusalemme celeste. Sulla lunetta della contro facciata è dipinta la Crocifissione, con Gesù che muore sulla croce piantata nel paesaggio roccioso del Golgota, accompagnato dal pianto degli angeli in volo intorno alla croce. Infine le pareti laterali sono decorate a finte cortine con motivi geometrici e floreali.

Produttori e Rivenditori