47. Uva Pizzutello di Tivoli

La storia

Il Pizzutello di Tivoli è un’uva da tavola dall’aspetto singolare per via della sua forma, che si presenta allungata, dattiliforme ed incurvata a forma di cornetto tanto da essere conosciuta anche come “uva corna”. È coltivata da tempo immemore nella celebre città tiburtina e già nota ai Romani come testimoniano Plinio, nel suo Naturalis Historia e Columella che parlano di questa uva “praelongis dactitys” esclusiva della zona di Tibur e Pompei. Secondo lo Zappi, contemporaneo del Cardinale Ippolito d’Este, quest’uva sarebbe stata importata dalla Francia e trapiantata a Tivoli nel XVI secolo dallo stesso Cardinale, per ombreggiare le terrazze della celebre Villa d’Este. La stessa Eleonora d’Este che nel 1575 si trovava a Villa d’Este così scriveva alla Corte di Ferrara: “Negli orti della villa di Tivoli vi è abbondanza di Pizzutello. È molto gustosa al palato e mantiene bene lo stomaco […], credono che fa gli occhi belli”. Le qualità di questo frutto furono decantate anche dal medico di Papa Leone XII che nel 1823 scriveva: “ll Pizzutello è un’uva polposa, croccante, di facile digestione, […] ond’è che io la prescrivo ai malati, con felici risultati”. Nei secoli successivi la coltivazione di questa varietà di uva dovette essere molto diffusa nei terreni tiburtini che venivano frazionati in piccoli appezzamenti, chiamati localmente “Orti” per via dell’accurato ordine e per la necessità dell’irrigazione con acque provenienti dal fiume Aniene. Fino agli anni ’70, la produzione stagionale dovette raggiungere l’ordine di alcune tonnellate e l’uva “pizzuta” non doveva mancare mai sui banchi dei mercati rionali di Roma. Famosa è la Sagra del Pizzutello che si svolge nella prima metà di settembre, da oltre settant’anni.

Il prodotto

Il Pizzutello di Tivoli ha un colore giallo intenso ed uniforme. La media intensità olfattiva si caratterizza per le spiccate note fruttate tipiche dell’uva matura e sentori vegetali. Al gusto si presenta dolce con una delicata nota acidula. La polpa è carnosa e croccante. Media persistenza aromatica.

TIVOLI E LE SUE VILLE MONUMENTALI

Nel territorio di Tivoli termina il bacino superiore del fiume Aniene dando origine a spettacolari cascate e ad una campagna verdeggiante. Proprio la bellezza di questi luoghi dovette attrarre l’imperatore Adriano che tra il 118 ed il 128 d.C. volle costruire, poco lontano dalla città, il complesso di Villa Adriana. La Villa conserva su ben 16 ettari una serie di edifici monumentali ispirati alla cultura greca ed ellenistica. L’area archeologica conserva oggi il Pecile, monumentale quadriportico destinato alle passeggiate, il complesso delle Piccole e Grandi Terme, il Canopo, grande bacino rettangolare adorno di statue, il Palazzo imperiale ed il Teatro marittimo, isolotto artificiale usato dall’imperatore per isolarsi dal resto del mondo. Molti secoli più tardi lo stesso scenario dovette affascinare anche il cardinale Ippolito d’Este, governatore della città nel 1550, che fece progettare da Pirro Ligorio la sua Villa e convogliare le acque dell’Aniene per alimentare le splendide fontane. Ciò che rende la villa monumentale sono proprio i suoi giardini all’italiana e i giochi d’acqua. La vicina Villa Gregoriana si deve invece a Papa Gregorio XVI che nel 1832 promosse un’imponente opera di ingegneria idraulica per deviare le acque dell’Aniene, soggette a continue esondazioni. Incanalando le acque del fiume in un doppio traforo diede vita ad una cascata di oltre 120 metri e ad un parco di boschi, sentieri e grotte naturali cui diede il suo nome.

Produttori e Rivenditori