30. Ciammella a Cancellu di Mentana

La storia

La Ciammella a Cancellu è un dolce povero mentanese da collegare probabilmente agli antichi pani rituali festivi del territorio. Le prime testimonianze storiche risalgono alla metà del 1700 quando un gruppo di contadini decise di fondare la Confraternita di Sant’Antonio Abate di Mentana e di istituire la festa dedicata al Santo protettore degli animali. Negli antichi Statuti della Confraternita, tra gli obblighi dei Confratelli convenuti alla festa, compare quello di portare “come da tradizione, due ciambelle a cancello e un bottiglione di vino”. Il consumo di questa ciambella è legato anche ad un’altra festa solenne, quella dell’Epifania. Lo attesta un canto popolare che doveva essere intonato da un gruppo di voci maschili che, proprio il 6 gennaio, era solito allietare il paese accompagnato da un organetto (li zuffiatelli), andando poi di casa in casa a chiedere, con queste parole, ai proprietari delle offerte di cibo. “se ssi fatte le ciammelle, porta jo quelle più belle, se ssi fatti li biscottini, nun capà quilli più fini...”. La ciammella, che a dispetto del nome non ha una forma circolare, ma a rosetta che ricorda la decorazione dei cancelli in ferro diffusi in zona, richiede una preparazione lunga due giorni. Dopo aver ottenuto un impasto omogeneo, si inizia la lavorazione per ottenere delle ciambelle di circa 12-15 centimetri di diametro. Successivamente, su ciascuna ciambella sono posti prima due pezzi di pasta a formare una sorte di croce, poi quattro sezioni di pasta piegati a mezza luna. Le forme così ottenute vengono bollite in acqua salata, asciugate ed infornate.

Il prodotto

La Ciammella a Cancellu ha un colore omogeneo che va dal marrone chiaro all’ocra. All’olfatto si caratterizza per le pronunciate note di farina, di olio e quelle speziate di anice, abbinate a sentori di uovo e di vino. Al gusto si presenta armonicamente salato, con una leggera nota dolce ed acidula. La consistenza è abbastanza croccante con una media persistenza aromatica.

CIAMMELLA A CANCELLU D'AMORE

Le testimonianze di anziani abitanti di Mentana riportano l’antica consuetudine di offrire queste ciambelle in occasione dei festeggiamenti per il proprio matrimonio., In particolare sembra che fosse uso comune, fino a pochi anni fa, che la futura sposa preparasse una ciambella con il nome del fidanzato, da donargli - quasi a sancire l’unione - durante il giorno delle nozze. Questo il racconto della signora Donata di Mentana che ricorda con un sorriso nostalgico il suo dono d’amore al marito: “Ho preparato anche io, oramai tanto tanto tempo fa, la ciammella a cancellu per il mio sposo, cercando di porre in ogni passaggio una cura ed attenzione infinita. Ma al momento di comporre il suo nome mi accorsi che i rotoli di pasta che avevo predisposto erano troppi. Il nome del mio fidanzato era corto, che potevamo farci? non era colpa sua... Così dopo aver composto il nome del mio sposo rimasi con il dubbio di cosa fare della pasta avanzata. Avevo programmato e portato avanti quella preparazione con così tanto rispetto per la tradizione, quasi come se dovessi compiere un rito sacro, che decisi che non potevo usarla per qualcos’altro, come dei comuni biscotti, né tanto meno buttarla via. Così mi decisi a mangiarla, cruda! Tornassi indietro non lo rifarei” afferma risoluta. E poi con un sorriso si affretta ad aggiungere: “la degustazione di pasta cruda, chiaramente!”. Ancora oggi a Mentana, in occasione dei matrimoni, si è soliti regalare e degustare la ciambella che continua dunque ad evocare il simbolo di un legame e di partecipazione ad un momento di festa.

Produttori e Rivenditori