20. Tartufo di Campoli

La storia

Il tartufo è il prodotto tipico più prestigioso di Campoli Appennino, piccolo borgo ciociaro adagiato su una dolina carsica a 650 metri di altezza. Numerose sono le fonti storiche che attestano, già in epoche passate, la presenza a Campoli di questo prezioso fungo ipogeo e la pratica della sua raccolta. Al 1759 risale la prima ricevuta, ancora oggi custodita nell’archivio documentale del paese, che recitando "Sei libbre e mezzo di tartufoli per il Sig. Capitano di cavalleria", ne testimonia la lunghissima tradizione. Negli anni successivi, sempre nei conti comunali, compare l’uso di termini quali “tartufo” o “tartufalo”. Altra testimonianza della notorietà di questo prezioso prodotto è da ricercarsi nella consuetudine di donarlo a principi e re quando si recavano in viaggio in Ciociaria. Il tartufo di Campoli cresce rigoglioso nelle zone boschive che circondano il paese e la sua raccolta è molto diffusa presso i campolesi che fino agli anni Sessanta lo cercavano utilizzando i maiali. Oggi i raccoglitori, muniti di tesserino ed accompagnati da cani appositamente addestrati, vanno alla ricerca del tartufo nero estivo (Tuber aestivum Vitt.), del tartufo bianco (Tuber magnatum pico) e del tartufo nero pregiato (Tuber melansporum Vitt.). Anche la decennale sagra del tartufo testimonia lo stretto legame che intercorre tra il territorio e la comunità e rappresenta una ghiotta occasione per degustare quest’eccellenza gastronomica, nelle versioni fresca o trasformata e soprattutto con i golosi primi piatti della tradizione, a partire dal più tradizionale di tutti: le fettuccine.

Il prodotto

Il Tartufo di Campoli Appennino, varietà estivo, è caratterizzato da superficie verrucosa di colore nero e polpa di colore nocciola scuro. L’elevata intensità olfattiva si caratterizza per le note di tartufo e di sottobosco. Al gusto si presenta armonicamente dolce e salato, con una leggera nota acidula e piccante. Buona consistenza e gradevole persistenza aromatica.

PANCRAZIA DI BENEDETTO, SINDACO DI CAMPOLI APPENNINO

“Il tartufo di Campoli ha avuto per molti anni, e continua ad avere, per tutti i campolesi, un ruolo determinante nello sviluppo economico e turistico del territorio. Per questo il nostro impegno si è focalizzato sulla sua valorizzazione e promozione commerciale, anche grazie all’inserimento di questa eccellenza locale nel paniere dei prodotti De. Co. ed alla organizzazione di una sagra nazionale ad essa interamente dedicata”. Il Sindaco di Campoli continua affermando che se oggi sono ben quattro le aziende che si dedicano alla trasformazione del prodotto in classiche salse a base di tartufo, in realtà il tartufo influenza la storia di tutti: “Il tartufo è la nostra storia, vive nelle nostre vite. I ricordi della mia infanzia sono tutti collegati al tartufo, come quelli della maggior parte dei ragazzi del paese. Mio padre, la cui attività principale era la raccolta di questo fungo ipogeo, va ancora oggi per tartufi. Ed ancora, avere un cane da tartufo, conoscere i posti migliori o fare a gara per trovare il prodotto più pregiato era ed è un’abitudine del tutto corale e condivisa in paese.” Il Sindaco infine racconta che a Campoli ci sono moltissimi modi di dire ed aneddoti che hanno come protagonista proprio il tartufo. La frase “scaramantica” più tipica riguarda l’annata relativa alla raccolta: “L'anno scorso pure pure, ma quest'anno no!”, con cui tutti i raccoglitori, professionisti e non, per propiziare un buon raccolto affermano che l’anno passato è stato il peggiore di sempre e si proiettano fiduciosi verso il prossimo.

The History

The truffle is the most prestigious product of Campoli Appennino, a small Ciociarian town lying on a karst sinkhole 650 metres high. There are numerous historical sources attesting the presence, in Campoli Appennino, of this precious underground fungus in past times and the practice of its collection. The first receipt dates back to 1759, still kept in the town’s archives, which by reciting "Six and a half pounds of truffles for Mr. Cavalry Captain", testifies a very long truffle tradition. In subsequent years, again in the municipal accounts, the use of terms such as "truffle" or "tartufalo" appears. Another proof of the notoriety of this precious product is to be found in the custom of donating it to princes and kings when they travelled to Ciociaria. The Campoli Appennino truffle grows luxuriantly in the wooded areas surrounding the town and its collection is very widespread among the local community who, until the 1960s, searched it using pigs. Today, the gatherers, equipped with a card and accompanied by specially trained dogs, go in search of the black summer truffle (Tuber aestivum Vitt.), the white truffle (Tuber magnatum pico) and the precious black truffle (Tuber melansporum Vitt.). Even the ten-year truffle festival testifies the close link between the territory and the community and represents a delicious opportunity to taste this gastronomic excellence, in the fresh or processed versions and above all with the delicious traditional first courses, starting from fettuccine.

The Product

The Truffle of Campoli Appennino, summer variety, has a black warty surface and dark hazelnut-coloured flesh. Its intense aroma is the characteristic one of truffles and underbrush. The taste is harmoniously sweet and salty, with a slight sour and spicy note. Good consistency and pleasant aromatic persistence.

PANCRAZIA DI BENEDETTO, MAYOR OF CAMPOLI APPENNINO

“The truffle of Campoli Appennino had for many years, and still has, a decisive role in the economic and tourist development of the territory. This is why our commitment has focused on its valorisation and commercial promotion, also thanks to the inclusion of this local excellence in the range of De. Co. products and the organisation of a national festival entirely dedicated to it”. The Mayor of Campoli Appennino continues stating that if today there are four companies that are dedicated to transforming the product into classic truffle-based sauces, in reality the truffle influences everyone’s history: “The truffle is our history, it lives in our lives. The memories of my childhood are all connected to the truffle, like those of most of the youngsters in town. My father, whose main activity was the collection of this underground fungus, still goes for truffles today. And again, having a truffle dog, knowing the best places or competing to find the most valuable product was and still is a completely unanimous and shared habit in town”. Finally, the Mayor says that in Campoli Appennino there are many idioms and anecdotes having truffle as their protagonist. The most renowned “superstitious” phrase concerns the current harvest: “Last year was acceptable, but not this year!” used by the harvesters meaning that the harvest of the year before was the worst they ever had and they look forward to have a better one the coming year.