12. Nocciola Tonda Gentile dei Colli Prenestini

La storia

La coltivazione della nocciola è ampiamente e storicamente diffusa in tutto il territorio Prenestino, che per posizione, caratteristiche fisiche dei terreni e condizioni climatiche è particolarmente vocato alla produzione di questo frutto. Il territorio di Labico è da sempre dedito alla produzione della nocciola. Lo Statuto di Lugnano (antico nome del borgo) già nel XVII secolo faceva cenno alla coltivazione della nocciola ed alla presenza di un Nocchieto della Corte. La stessa vicina città di Palestrina doveva essere vocata in passato alla coltivazione della nocciola. Qui le origini della coltura sono documentare a partire dagli anni ‘60 quando, su impulso del podere Giordani, la maggior parte della popolazione iniziò ad impiantare dei noccioleti. Sembra però che la maggior parte degli alberi di nocciolo siano stati impiantati sui territori dei Colli Prenestini a partire dal 1950 da piccoli e grandi proprietari terrieri che arrivarono a costituire nel 1977 una cooperativa. A partire dagli anni ’80, i produttori locali hanno iniziato a puntare sul miglioramento produttivo e qualitativo, anche dedicandosi ad una raccolta manuale del prodotto. Oggi le fasi di coltivazione, raccolta e lavorazione di questo prodotto del territorio sono svolte principalmente con mezzi meccanici, senza tuttavia intaccarne le eccellenti qualità organolettiche. Le varietà più ampiamente coltivate sono la Tonda Gentile Romana ed il Nocchione. Dopo la raccolta, il prodotto viene pulito e venduto con guscio, sgusciato o tostato. Può essere consumato tal quale o utilizzata come base della tradizione dolciaria locale, come per i tozzetti ed il pangiallo.

Il prodotto

La Nocciola Tonda Gentile Romana dei Colli Prenestini, contraddistinta dalla forma sferoidale con l‘apice leggermente a punta, ha un colore marrone nocciola ed elevata intensità olfattiva di nocciola. Al gusto si presenta dolce con una nota leggermente salata. Buona la croccantezza, la masticabilità e la persistenza aromatica.

L’ANTICA LABICO

In una pittoresca posizione, tra la Valle dell’Aniene ed i Colli Albani, sorge il paese di Labico, che prende il nome dall’omonima Via Labicana o dall’antica Labicum, città romana da collocare in realtà tra Colonna e Montecompatri. Le origini antichissime del borgo sono documentate da resti di epoca volsca e romana, mentre la prima attestazione documentale risale all’VIII secolo, quando viene citata come Fundus Longoienianum, probabilmente un toponimo per indicarne la proprietà di un certo Longus. Nel corso dei secoli fu prima possedimento della Chiesa ed in seguito delle varie e potenti famiglie locali (come attesta la presenza dei bei palazzi) quali i Conti Tuscolani, i Conti di Segni, gli Sforza Santafiora, i Barberini ed infine i Pamphili. Passeggiando lungo i vicoli del centro storico è possibile ammirare ciò che resta di due torri del Castello di Lugnano, la Chiesa di Sant'Andrea Apostolo edificata nel XVII secolo, il Palazzo Comunale che conserva presso la sala consiliare un bel cippo funebre di epoca romana ma anche il Palazzo Giuliani, costruito sui resti della stazione di posta, sorta nel XVI secolo per il cambio dei cavalli sulla via Casilina. Appena fuori città, lungo la valle delle Canepine, si può ammirare un complesso di fontane e fontanili alimentato dall’acqua ancora oggi proveniente da cunicoli di epoca romana; pure risalenti ad epoca romana sono i resti dello stadio “ad pictas” e di una cisterna, localmente chiamata “Grotta Mammea”.

The History

Hazelnut cultivation is widely and historically widespread throughout the Prenestino area that, due to its position, physical characteristics of the land and climatic conditions, is particularly suited to the production of this fruit. The territory of Labico has always been dedicated to the production of hazelnuts. The Statute of Lugnano (ancient name of the village) already in the 17th century mentioned the cultivation of hazelnuts and the presence of a “Nocchieto della Corte”. The nearby city of Palestrina itself must have been suited in the past to the cultivation of hazelnuts. Here the origins of the crop are documented starting from the 60s when, on the impulse of the Giordani farm, most of the population began to plant hazelnut trees. However, it seems that most of the hazelnut trees have been planted on the territories of the Prenestini Hills since 1950, by small and large landowners who came to establish a cooperative in 1977. In the Eighties, local producers began to focus on improving production and quality, also investing in manual harvesting of the product. Nowadays, the phases of cultivation, harvesting and processing are carried out mainly by mechanical means, without however affecting its excellent organoleptic qualities. The most widely cultivated varieties are the “Tonda Gentile Romana” and the “Nocchione”. After harvesting, the product is cleaned and sold in shell, shelled or roasted. It can be consumed as a snack or used as a base for local confectionery, such as “Tozzetti” and “Pangiallo”

The Product

The Tonda Gentile Romana Hazelnut from the Prenestine Hills, with its characteristic spherical shape and slightly pointed apex, has a brown hazelnut colour and intense hazelnut aroma. The taste is sweet with a slightly salty note. Good crunchiness, chewiness and aromatic persistence.

THE ANCIENT LABICO

In a picturesque position, between the Aniene Valley and the Alban Hills, lies the village of Labico, named after the homonymous Via Labicana or the ancient Labicum, a Roman city actually located between Colonna and Montecompatri. The ancient origins of the village are documented by the remains from the Volsca and Roman times, while the first written document dates back to the 8th century, when it is mentioned as Fundus Longoienianum, probably a toponym to indicate the ownership of a certain Longus. Over the centuries, it was first a papal property and later on passed on to various and powerful local families (as evidenced by the presence of beautiful buildings) such as the Tuscolani Counts, the Segni Counts, the Sforza Santafiora, the Barberini and finally the Pamphili. Walking along the alleys of the historical centre, it is possible to admire what remains of two towers of the Lugnano castle, the Church of Sant'Andrea Apostolo built in the 16th century, the Town Hall preserving a beautiful funeral stone from the Roman era in the council chamber, and also Palazzo Giuliani, standing on the remains of the post office, built in the 16th century for the changing of horses on Via Casilina. Just outside the city, along the Canepine valley, lies a complex of fountains fed by water from ancient Roman tunnels; also dating back to Roman times are the remains of the “ad pictas” stadium and of a cistern, locally called “Grotta Mammea”.