11. Lenticchia di Ventotene

La storia

La lenticchia, originaria della Siria ma diffusa in tutto il bacino del Mediterraneo, ha origini antichissime. Di lenticchie si narra nella Bibbia, ed è certo venissero ampiamente consumate presso Greci e Romani. Per i suoi valori nutritivi è ancora considerato un alimento molto prezioso perché in grado di sostituire la carne ed i cibi più costosi. Anche se la coltivazione delle lenticchie nell’isola di Ventotene potrebbe risalire alla colonizzazione romana, le prime notizie documentate risalgono all’inizio dell’Ottocento. Da allora sull’isola venne praticata una coltivazione talmente intensiva da sfiorare addirittura i 1.500 quintali all’anno e da permetterne l'esportazione in terraferma. Nell’immediato dopoguerra, a seguito dell’abbandono progressivo dell’isola, la produzione di questo legume ha subito un forte calo fino ad arrivare ad una coltivazione a carattere prettamente familiare. Da alcuni anni tuttavia, alcuni agricoltori del luogo hanno deciso di sfruttare il fertile terreno vulcanico dell’isola ed adottare gli antichi metodi tradizionali per riportare in auge questo autentico prodotto di eccellenza. La semina avviene tra dicembre e febbraio. Le piante di queste leguminose vengono coltivate fino a quando, con i loro steli rampicanti e ramosi, raggiungono un’altezza di circa 50 cm e producono i baccelli con uno o due semi tondeggianti ed appiattiti. Nel mese di giugno, a piante essiccate, si procede alla “scippatura”, l’estirpazione manuale. Seguono la battitura con il vivillo e la pulitura, detta localmente scogna. Infine, con l’aiuto del vento, si divide la paglia dai semi e si procede alla raccolta finale.

Il prodotto

La Lenticchia di Ventotene ha un colore marrone più o meno intenso e si contraddistingue per l’alta integrità dopo la cottura. L’elevata intensità olfattiva si caratterizza per le note vegetali. Al gusto si presenta armonicamente dolce. Buona consistenza e solubilità.

MATTIA MATRONE, AZIENDA AGRICOLA BIOLOGICA CINQUE TOMOLI

“Attualmente sono l'unico produttore di lenticchie biologiche dell'isola”. Così esordisce Mattia Matrone, proprietario dell'Azienda Cinque Tomoli, che punta tutto sulla biodiversità o come specifica lo stesso Mattia, sull'agricoltura sintropica. Questo giovane ma sapiente agricoltore, infatti, segue un sistema di coltivazione sinergica, la cui tecnica fondamentale è lasciare che il suolo sia autonomo dal punto di vista nutrizionale ed idrico (evitando di zappare, arare o concimare) ma anche capace di produrre tanto quanto un suolo lavorato con tecniche moderne. L’obiettivo è smettere di sfruttare il terreno, consentendone l’arricchimento e la rigenerazione. Originario di una delle famiglie che ripopolarono l’isola nel secondo dopoguerra, Mattia ha deciso di dedicarsi all’agricoltura dopo aver ricevuto dal nonno materno i primi cinque “tomoli” di terreno (antica misura borbonica di terreno di circa 1 ettaro e mezzo), da cui il nome dell’azienda. La sua struttura, dotata persino di una cantina ipogea scavata nel tufo, si affaccia sul mare ed offre una vista mozzafiato che fronteggia l’isola di Ponza. In questa splendida location in estate è offerta ospitalità agrituristica, ma anche degustazioni di prodotti tipici. Tutto l’anno invece sui terreni aziendali Mattia coltiva, oltre alla celebre lenticchia, anche altri legumi, ortaggi e frutti antichi, prodotti caratterizzati tutti da proprietà organolettiche uniche e meritevoli per questo di maggiore protezione e promozione.

Produttori e Rivenditori